Le tappe del nostro viaggio
Lunedì 28 ottobre è stata la Sessione 0 del Club di lettura del Dipartimento di Italiano della EOI di Ourense.
Durante questo incontro sono stati presentati gli obiettivi, la metodologia e le proposte di attività di questo "Mille e un viaggio nella nostra città".
Per tutte le persone che non hanno potuto partecipare e per quelle che hanno partecipato, ecco a continuazione i temi che tratteremo in ogni incontro. Ricordatevi che Il calendario potrà soffrire lievi modifiche nei giorni della settimana
fissati a proposta degli alunni o delle docenti per motivi didattici.
Identificare Il luogo o i luoghi che suscitano emozioni, pensieri,
sentimenti vincolati a ricordi di un passato più o meno recente.
2ª tappa: i luoghi della routine. Data: lunedì, 16 dicembre 13, dalle 18-20
Identificare i luoghi “invisibili” della nostra routine quotidiana, luoghi
che scorrono davanti ai nostri occhi, ma che spesso non guardiamo e dei quali
non riconosciamo (o tendiamo a dimenticare) il valore o la bellezza
Secondo la wikipedia, il non luogo “definisce due concetti complementari ma
assolutamente distinti: da una parte quegli spazi costruiti per un fine ben
specifico (solitamente di trasporto, transito, commercio, tempo libero e svago)
e dall'altra il rapporto che viene a crearsi fra gli individui e quegli stessi
spazi.” L’idea è nuovamente identificare questi luoghi e riempirli di
significato per mezzo di uno sguardo nuovo e di una riflessione che può essere
stimolata e alimentata grazie alla lettura. Identificare non luoghi e associare
loro vecchi e nuovi sentimenti.
Dedicata a tutti quegli spazi della città che sopravvivono in bilico tra
presenza e scomparsa, già completamente abbandonati o in processo di “recupero”
estetico. Resti che non sono soltanto testimonianze fisiche del passo del
tempo, ma anche prove dell’esistenza di
epoche e quindi modi di vita e di pensiero diversi. Luoghi in abbandono come
metafora dello spazio che cambia o che, nonostante tutto, non cambia mai. L’idea
di questa tappa è testimoniare e riflettere sul fatto che il tempo logora e fa
sparire lo spazio, ma lo spazio in realtà non sparisce bensì si trasforma in
un' altra cosa, creata da chi lo guarda.
La città come luogo storico, come patrimonio della memoria non individuale,
bensì collettiva, di una società, di epoche storiche che hanno lasciato un
segno e hanno dato vita a generazioni intere.
La città fantastica o la dimensione “fantasy” della città. I luoghi che
evocano fantasie oniriche, paure e desideri, che stimolano l’immaginazione e
lasciano correre la fantasia a briglia sciolta.
Dedicata alla nostra dimensione relazionale, di contatto con gli altri e di
affermazione di noi stessi per mezzo della comunicazione esterna. Città come
mezzo per rompere la solitudine, per stringere legami, per vivere in mezzo agli
altri
Questa tappa è dedicata agli angoli della città che perdono la loro
dimensione collettiva per assumere un carattere personale, intimo, privato.
Sono il risultato di una familiarità che non si è trasformata in rutine, ma che
conserva un fascino atemporale ed è capace di suscitare sentimenti di piacere e
relax, con il semplice “essere città”. Riconoscere e mostrare al mondo questi
angoli urbani risulta perciò mostrare
noi stessi.
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